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Abbiamo perso tempo prezioso

Ci stiamo rendendo conto in questi ultimi tempi, a livello generale in Europa, che occorre cambiare rotta: meno austerità, eurobonds, fiscalità condivisa, politiche economiche comuni, etc.
Molto bene, ma crediamo che siamo troppo in ritardo. Abbiamo perso tempo prezioso. Ci siamo tutti impoveriti e tutto ciò ha dell’incredibile. Così come è stato il progetto era molto, molto discutibile.
Non credo che facciamo più in tempo.
Forse dobbiamo prepararci ad un ritorno, verso una altra strada.

Non avere le cascine per custodire il grano del Paese

E’ davvero sconcertante quello che accade in questo Paese. La popolazione ha una propensione all’impreditoria molto più spiccata della media europea, con grandi capacità e fantasia, oltre ad ingegno.
I sociologi hanno approfondito da tempo il fenomeno e, tenuto presente il grande apporto di una tradizione unica per la sua storia pregressa, la spiegazione poggia anche sul fatto che tale popolazione è di recente trasmigrata da una condizione rurale, là ove l’esperienza contadina fatta di risparmio, capacità di previsione, sapienza nell’attendere, è passata tout court all’esperienza imprenditoriale, determinandone il successo (vedi l’esperienza dei distretti tanto ammirata anche all’estero).

In un Paese come questo, la classe politica (tutta) invece di favorire nell’interesse di tutti l’evoluzione di queste prerogative, è riuscita nel tempo , complice anche la sfortuna,ad imporre una pressione fiscale spaventosa, sia sul lavoro che sull’impresa, arricchendo il tutto con un apparato burocratico degno di una racconto di Max Weber sulla Burocrazia.

Non vi possono essere spiegazioni razionali e scusanti di qualsiasi genere.
Si fà spesso ricorso alla Costituzione a mò di “Cicero pro domo sua”. Ma cosa trasgredisce più palesemente alle regole dei nostri padri costituenti se non l’incapacità di adeguare civilmente la realtà, che diviene ora un imperativo categorico di Kantiana memoria ?
Lasciate fare all’intraprendenza dei cittadini italiani ciò che la politica non riuscirà a fare.
Pulite l’acquario sociale che così si riempirà di pesci colorati e di alghe fiorenti, con la soddisfazione di TUTTI !

La risorsa di valore è sempre scarsa …

Difficile travare nel passato remoto o meno, una incidenza così pressante del sistema finanziario/bancario sui destini della collettività.
Per molti versi l’attività industriale e manifatturiera sembrano essere diventate meno determinanti nella percentuale di rilevanza condizionante la vita della moltitudine di cittadini del villaggio globale.
Il fatto è che una massa così rilevante di liquidità sta producendo notevoli ansie a coloro che la detengono. Se di una risorsa vi è troppo abbondanza, il suo prezzo diviene sempre meno rilevante.
Cresce la paura di trovarsi nelle mani un pugno di mosche. Similmente così avvenne nella Spagna del ‘600, piena di immense riserve auree, il cui valore diventò insussistente per la troppa abbondanza, facendo precipitare nella povertà il loro principale possessore: la corona spagnola !

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